Adderall: nootropo, farmaco o stupefacente?

 

Nootropi Stimolanti
Adderall

Quando si parla di miglioramento cognitivo le sostanze che appaiono più spesso nella letteratura e nelle discussioni tra appassionati sono sicuramente le amfetamine (Adderall e tutti i suoi derivati). Questi farmaci sono utilizzati in alcuni paesi per il trattamento dell’ADHD. Trattandosi di composti facilmente abusabili e con innumerevoli effetti collaterali è quanto meno opinabile classificarli come nootropi, abbiamo tuttavia deciso di affrontare questo tema per chiarire una volta per tutte cosa sono e come funzionano.

Cos’è l’Adderall?

L’Adderall è una combinazione di sali di amfetamine (amfetamina e destroamfetamina) che trova uso in alcuni paesi principalmente gli Stati Uniti nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e della narcolessia. In Italia questo farmaco non solo non è disponibile, ma le amfetamine sono sostanze tabellate, perciò l’importazione dell’Adderall è illegale e perseguibile penalmente.

Pillole di Adderall

Le amfetamine agiscono sul sistema delle catecolammine, aumentando il rilascio dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina nel sistema nervoso centrale. Questi neurotrasmettitori hanno vari ruoli psicofisici, ma sono particolarmente importanti per l’attenzione e la memoria.

Sebbene sia dimostrato come l’Adderall e le amfetamine in generale riducano le anomalie nella struttura e nella funziona cerebrale riscontrate nei soggetti con ADHD, ciò non è altrettanto valido per i soggetti sani. Vari studi inoltre hanno mostrato come l’abuso di amfetamine nelle persone che non soffrono di ADHD possano provocare alterazioni del sistema dopaminergico.[1]

Proprietà e benefici

L’Adderall provoca quindi effetti come euforia, maggiore concentrazione, diminuzione della fame, aumento dell’impulsività e del desiderio sessuale. Ad alte dosi induce altresì effetti quali la diminuzione del tempo di reazione, la resistenza alla fatica e una maggiore forza muscolare. [2]

Allo stesso tempo sovradosaggi della sostanza provocano psicosi, sbalzi d’umore, insonnia e secchezza delle fauci. Quando l’effetto del farmaco svanisce si va incontro al comedown: le sinapsi non riescono più a produrre le catecolammine necessarie a rimpiazzare quelle consumate dal farmaco e l’utilizzatore si sente estremamente stanco, spossato e depresso. Ciò può portare a consumare ancora più sostanza, e l’utilizzo quotidiano delle amfetamine può creare così una seria dipendenza psicologica. [3]

L’Adderall viene altresì usato da alcuni atleti (in modo illegale, in quanto considerato doping) per i suoi effetti psicologici e di miglioramento delle prestazioni atletiche, quali una maggiore resistenza, veglia, aumento della forza muscolare, la diminuzione della fatica, ed aumento delle prestazioni atletiche soprattutto durante gli allenamenti anaerobici.[4]

Detto ciò, è generalmente sconsigliato fare attività fisica quando si assumono amfetamine in quanto esse aumentano significativamente la frequenza cardiaca e la pressione, oltre ad avere effetti vasocostrittori.

Meccanismo d’azione

L’amfetamina agisce principalmente aumentando l’attività dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina nel cervello. Innesca anche il rilascio di molti altri ormoni e neurotrasmettori (ad esempio la serotonina e istamina), nonché la sintesi di alcuni neuropeptidi. [5]

Formule della dopamina, adrenalina e noradrenalina

Entrambi i principi attivi si legano agli stessi centri biologici, ma loro affinità di legame differiscono leggermente. La destroamfetamina e levoamfetamina sono entrambi potenti agonisti (composti attivanti) facenti parte del recettore 1 delle tracce di ammine (TAAR1) e interagiscono con il trasportatore vescicolare della monoammina 2 (VMAT2), con la destroamfetamina che è l’agonista più potente di TAAR1. Di conseguenza le destroamfetamina producono più stimolazione del sistema nervoso centrale rispetto alla levoamfetamina, mentre quest’ultima ha effetti cardiovascolari e periferici maggiori.[6]

Come detto in precedenza, l’Adderall e le amfetamine hanno effetti positivi sulla cognizione nei soggetti che soffrono di deficit d’attenzione, ma non necessariamente nelle persone in salute.[7]

Uno studio su 13 studenti universitari americani senza ADHD ha mostrato come l’Adderall abbia un effetto minimo sulle capacità cognitive rispetto al placebo. Nello specifico le amfetamine provocherebbero in questi soggetti una finta sensazione di migliore concentrazione e “focus” che non si traduce effettivamente in un miglior apprendimento.[8]

Esperienze personali

Ecco alcuni aneddoti sull’Adderall che abbiamo raccolto dal web.

Dall’utente reddit u/ron3090:[9]

Sto assumendo 30mg di Adderall XR da un paio di mesi ormai. Funziona bene. Riesco a concludere molte più cose quando lo assumo. Il problema è che gli effetti collaterali possono essre difficili da gestire, per esempio adesso ho un’ansia molto pesante. Normalmente non ho problemi d’ansia, ma circa una volta al mese l’Adderall mi provoca questa ipereccitazione che non è per niente piacevole.

Dall’utente reddit u/OwnAccordion:[10]

Mi è stato prescritto Lexapro e Adderall mentre ero all’università nel tentativo di curare una combinazione di fattori di: ansia, depressione, bassi livelli di energia, ecc. Da quando ho iniziato a prendere questo farmaco, la mia vita è cambiata in meglio. I miei voti sono aumentati, l’ansia è diminuita, la mia depressione è svanita (non è del tutto scomparsa) e la concentrazione e la motivazione sono aumentate. Ho iniziato con piccoli lavori mentre ero ancora all’università (ho guadagnato una discreta quantità di denaro) e ho finito per trovare un buon lavoro dopo l’università.
Quasi 3 settimane fa, ho smesso di prendere Adderall, in parte perché la mia prescrizione è scaduta e in parte perché volevo provare un auto esperimento. Nelle ultime tre settimane, il mio livello di energia è diminuito, la motivazione a portare a termini le mie attività è diminuita drasticamente, il mio umore è peggiorato, ecc … Ho concluso che non sono davvero autonomo sen non prendo l’Adderall.

Come assumerlo

La dose raccomandata di Adderall per coloro che soffrono di ADHD varia dai 5 ai 60 mg al giorno divisi in più assunzioni.

Essendo le amfetamine delle sostanze tabellate e con innumerevoli effetti collaterali, consigliamo il modafinil come alternativa più salutare ed altrettanto efficace.

Controindicazioni

Quando i consumatori cronici interrompono bruscamente l’uso di amfetamine, molti segnalano una sindrome da astinenza che si manifesta entro 24 ore dalla loro ultima dose. Questo si verifica nella stragrande maggioranza dei casi e le conseguenze persistono per 3-4 settimane con una marcata fase di “crash” (stanchezza mentale e fisica) che si verifica durante la prima settimana.

I sintomi di astinenza da amfetamine possono includere ansia, desiderio di droga, umore depresso, affaticamento, aumento dell’appetito, irritabilità, mancanza di motivazione, insonnia o sonnolenza e sogni lucidi.[11]

La gravità dei sintomi di astinenza è direttamente correlata con l’età dell’individuo e l’entità della sua dipendenza. Lievi sintomi di astinenza dalla sospensione del trattamento con amfetamina a dosi terapeutiche possono essere evitati riducendo gradualmente la dose o affidandosi a uno specialista.