Fasoracetam: un rimedio per l’ADHD?

 

Nootropi Racetam
Fasoracetam: un nootropo per problemi di attenzione?

Originariamente sviluppato sotto il nome in codice di NS-105, il fasoracetam è uno dei nootropi di ultima generazione. Oltre ad essere l’ultimo –racetam in ordine cronologico di scoperta, possiede delle proprietà uniche che lo distinguono da qualsiasi altro racetam e nootropo ad oggi sul mercato. Ma quali sono queste proprietà, e cosa lo rende speciale rispetto ad altri nootropi ben più famosi ed economici, come il Piracetam o il Noopept?

Benefici e effetti

Uno degli effetti principali del fasoracetam riguarda la modulazione dei recettori II e III metabotropici del glutammato (mGluR).[1]

Non spaventatevi dal nome di questi recettori, tutto ciò che dovete sapere è che per modulazione generalmente intendiamo un miglioramento nel funzionamento di uno o più determinati recettori nel cervello (che, come ben sappiamo, sono di diverso tipo, ognuno con una particolare funzione).

In particolare, studi dimostrano che i recettori del mGlu sono coinvolti nella plasticità sinaptica, nella memoria e nella neuroprotezione, e sono attualmente studiati come potenziale meccanismo d’azione per futuri farmaci ad effetto ansiolitico.[2]

Il fasoracetam è anche l’unico racetam capace di incrementare significativamente la formazione del cAMP[3] e ciò si è dimostrato particolarmente utile nei disordini da deficit d’attenzione come l’ADD e l’ADHD, e specialmente negli individui con una variante genetica dei recettori glummatergici[4] che secondo le ultime ricerche potrebbe essere una delle cause dell’ADHD).

Negli studi condotti su animali il fasoracetam ha mostrato avere potenti effetti antidepressivi[5], riuscendo a contrastare la learned helplessness (impotenza acquisita), un comportamento passivo tipicamente associato alla depressione. Il soggetto che soffre di impotenza acquisita si convince che il verificarsi di eventi positivi sia quasi impossibile, mentre il verificarsi di quelli negativi sia altamente probabile.

A differenza degli antidepressivi tradizionali, il fasoracetam non agisce sui livelli di serotonina o di noradrenalina nelle sinapsi. I ricercatori pensano che gli effetti antidepressivi e ansiolitici possano derivare dalla sua capacità di incrementare la risposta agli stimoli dei recettori di tipo GABA-B.[6]

In generale l’effetto del fasoracetam tende ad aumentare nel tempo: gli studi sull’ADHD ci danno un qualche indizio al riguardo dato che l’apice dell’effetto positivo è stato percepito durante la quinta settimana di utilizzo.[7]

Fasoracetam ADHD

Meccanismo d’azione

In uno studio su animali, il fasoracetam ha ripristinato il funzionamento dei recettori del glutammato mGluR II e III.[8]

Inoltre il fasoracetam ha la capacità di aumentare la funzionalità dei recettori GABA-B attraverso un meccanismo di antagonismo funzionale.[9] Il funzionamento è semplice: il fasoracetam riduce l’azione del recettore GABA-B e ciò provoca un aumento dell’espressione di questo recettore e della sua sensibilità agli stimoli esterni, questo meccanismo potrebbe anche essere associato all’abilità del fasoracetam di ridurre la tolleranza al phenibut, una sostanza di cui abbiamo già parlato in passato.

Il recettore GABA-B è molto importante, e gioca un ruolo chiave nella sensazione di benessere, l’apprendimento e la memoria.[10].

L’alcool, una sostanza che causa disinibizione e annebbiamento mentale agisce attivando (tra gli altri) i recettori GABA di tipo A e B. Tuttavia, una stimolazione ripetuta (come nel caso dell’uso eccessivo di alcool o phenibut) provoca una downregulation di questi recettori, che diventano meno sensibili; ciò porta ad una tolleranza all’effetto di queste sostanze e poi la dipendenza. Ecco perché il fasoracetam potrebbe essere utile a combattere l’alcoolismo e l’abuso di phenibut o benzodiazepine.

Fasoracetam

A questo punto è importante ricordare che il fasoracetam non è considerato uno stimolante. Non ha infatti nessuna attività rilevante sui livelli di dopamina a differenza dei farmaci per l’ADHD come il Ritalin o l’Adderall, ma è comunque in grado di ridurre i sintomi dell’ADHD.

Il meccanismo non è ancora del tutto chiaro ma si tratta probabilmente dei suoi effetti combinati sui recettori glutammatergici, quelli di tipo GABA-B e l’aumento dei livelli di acetilcolina nelle sinapsi.

Sebbene si tratti di una sostanza nuova senza una sostanziale base di consumatori, dalle esperienze che si trovano sul web sembra essere ben tollerato anche a dosi elevate e/o assunto per periodi prolungati. Tra gli studenti universitari potrebbe diventare presto una nuova fonte di sostegno, posizionandosi accanto ad altri nootropi affidabili come Bacopa, Modafinil e Noopept.

1. Acetilcolina

Oltre alle scoperte che riguardano il glutammato e l’ADHD, gli studi condotti sui ratti hanno rivelato che il fasoracetam può avere un’intensa attività colinergica. Molti nootropi comuni funzionano aumentando i livelli di l’acetilcolina (uno dei neurotrasmettitori più importanti per la memoria), compresi diversi farmaci usati nel trattamento dell’Alzheimer.

Il fasoracetam aumenta l’assorbimento della colina in regioni del cervello coinvolte nell’intelligenza e nell’umore come l’ippocampo e la corteccia cerebrale. Questo, a sua volta, consegue in una maggiore produzione e rilascio di acetilcolina.[11]

Sia il fasoracetam che il coluracetam sono racetam interessanti con meccanismi di azione più potenti e interessanti del piracetam. Anche se entrambi condividono un effetto colinergico, il primo modula i recettori mGlu (così come i recettori GABA-B), mentre il secondo interagisce con un processo chiamato assorbimento di colina ad alta affinità. Questo può spiegare i loro effetti calmanti e di alta lucidità se confrontati con gli effetti più moderati del piracetam.

2. Glutammato

Degli otto noti recettori metabotropici del glutammato, solo l’mGlu1 e l’mGlu5 si pensa che aumentino l’attività del recettore NMDA e l’eccitazione neurale (questi due sono postinaptici). Gli altri sei recettori funzionano per abbassare l’NMDA (e sono presinaptici), diminuire l’eccitazione e quindi ridurre la potenziale neurotossicità.

Semplificando leggermente l’attività del glutammato e allo stesso tempo aumentando i livelli di GABA-B, il fasoracetam offre la possibilità di avere uno stato mentale lucido rispetto a quello più annebbiato che si ha con il piracetam. Le attività normali sarebbero molto più facili da svolgere e le prestazioni sarebbero migliorate senza effetti negativi.
Mentre l’OCD, e più recentemente la schizofrenia, sono stati descritti come iperglutamatergica, l’ADHD è sempre stato considerato come una condizione di basso glutammato.[12]

Tuttavia, il fasoracetam può regolare molto bene i recettori metabotropici in entrambe le direzioni e beneficiare a tutti (ristabilendo al tempo stesso l’attività alta e bassa dei recettori).

Non vi è un modo chiaro per spiegare i notevoli miglioramenti riportati nei campioni sia di schizofrenia che dell’ADHD. Una spiegazione può essere la selettività per i mGluR presinaptici (mGluR1 e mGluR5) associati al fatto che questi recettori elevano sia il cAMP che l’attività NMDA minore. I livelli di questi recettori nel corpo sono entrambi alterati in caso di schizofrenia (quindi il Fasoracetam produrrebbe due alterazioni favorevoli per il paziente schizofrenico).

Nonostante tutti questi effetti positivi sulla schizofrenia e sul recettore del glutammato, la maggior parte degli effetti del Fasoracetam sono connessi ai sintomi dell’ADHD, in particolare per quanto riguarda la motivazione e l’attenzione. Non è particolarmente conosciuto per il suo uso come medicina psichiatrica e dovrebbe essere considerato principalmente da pazienti affetti da ADHD che non hanno risposto bene ai trattamenti convenzionali.

3. GABA

Come detto sopra, il fasoracetam sembra avere proprietà antagonistiche di GABA-B[13], può incrementare la regolazione di questi recettori e quindi diminuire la tolleranza agli agonisti di GABA-B come Phenibut, Baclofen e Alcool e può anche agire come “antidoto” ad un sovradosaggio di Phenibut.

Posologia

La dose consigliata è di 10 mg due o tre volte al giorno. Anche se la dose è piuttosto piccola, il cattivo gusto della sostanza è ancora un problema e si consiglia l’assunzione con una bevanda dolce come un succo di frutta.

Nessuna dipendenza dal fasoracetam è stata osservata nella scimmia rhesus nel corso di quattro settimane di studio. [14]Ciononostante, è sempre una buona idea fare un uso ciclico del Fasoracetam per evitare la formazione di tolleranza.

Se i pazienti anziani sono interessati ad assumere questa sostanza, si raccomanda una notevole cautela e un monitoraggio costante. I pazienti che devono stare più attenti sono quelli con problemi ai reni, dato che uno studio ha riportato un’ accumulazione significativa negli anziani con funzionalità renale compromessa.[15]

 

Fonti   [ + ]